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Toscana ecosostenibile

 

 

Coniugare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio monumentale dei centri storici con l'utilizzo delle nuove tecnologie che permettono scelte urbanistiche ed energetiche a basso impatto ambientale. E' questa la sfida che devono affrontare oggi le amministrazioni pubbliche. Altri paesi europei sono più avanti in questo campo, ma anche qui da noi, in Toscana, si iniziano a trovare interessanti esempi in materia.

In questa rubrica li presenteremo man mano che ci perverrà adeguata documentazione. Basata su fatti concreti e non su facili operazioni d'immagine. Un atto dovuto nei confronti delle amministrazioni più attente alla tutela dell'ambiente ed allo sfruttamento intelligente delle risorse energetiche. Ed anche una indicazione ai Soci Touring per itinerari di visita in luoghi ove si possa constatare il successo di questa sfida.


  

   LA  PIAZZA  "VIRTUOSA"

   di Castelnuovo Berardenga.

 

    Un altro cuore del Chianti.

 

 

 

    In collaborazione con l'Amministrazione comunale di Castelnuovo Berardenga

Introduzione di Andrea Ciappi 

Testi di Daniele Caratelli, Assessore comunale ai Lavori pubblici e all'Ambiente

Foto di Gianni Mecocci

 

 

Il Chianti, oltre che del vino, è anche terra di belle piazze: c'è quella celeberrima coi raccolti portici di Greve (piazza Matteotti), quella scenografica con le mura medioevali e l'immenso panorama sulla Val di Pesa di San Casciano (piazza della Repubblica), quelle tipiche adibite allo scambio di prodotti di Mercatale (piazza Vittorio Veneto) e Gaiole (piazza Ricasoli), quella ormai simbolo del "buen retiro" di Volpaia, quella dove prospetta la magnifica Rocca di Castellina...

Dal 2007 ne va aggiunta un'altra, a questo novero: è la bellissima piazza Marconi di Castelnuovo Berardenga, il cui restauro - operato dal Comune, "Bandiera Arancione" TCI  - ha ridato smalto e colore al suggestivo centro storico cittadino, un ambiente di raro fascino certamente da riscoprire.

Il TCI lo fa ripercorrendo la relazione su questa piazza stilata dall'Assessore ai lavori pubblici e all'ambiente, Daniele Caratelli. Rapporto scritto in occasione del meeting di bioarchitettura tenutosi ad Asolo.

 

Ma, prima, due parole sul perché noi del Touring la definiamo una piazza "virtuosa" Sono molti ormai nel Chianti gli esempi di piazze sapientemente ristrutturate, ma questo di piazza Marconi, a quanto ci consta, è in assoluto in Italia uno dei primi, felici esempi di piazza ecosostenibile - sia per i materiali utilizzati, sia per l'uso intelligente ed economico dell'energia - che riesce "virtuosamente" ad amalgare bellezza, funzionalità e rispetto dell'ambiente, valorizzazione del patrimonio architettonico.

Un bell'esempio da seguire, degno di un Comune "Bandiera Arancione".

il Vicesindaco Mario Palimodde                     il Sindaco Roberto Bozzi 

                             

illustrano i lavori di ristrutturazione di piazza Marconi  (febbraio 2008)

 

"Castelnuovo Berardenga, - scrive Caratelli - il Comune che amministro in qualità di assessore ai lavori pubblici e all'ambiente, è situato nel Chianti Senese a circa 20 chilometri a nord est di Siena; si tratta di un grande Comune di circa 180 chilometri quadrati e 8.600 abitanti distribuiti in oltre 30 tra frazioni e nuclei alcuni distanti tra loro 30 e più chilometri.

E' un Comune profondamente legato alla cultura del territorio e al suo rispetto dove nel corso dei secoli è stata sempre posta grande attenzione alle lavorazioni agricole, all'impianto dei vigneti, alla gestione dell'ampia superficie forestale, alla preservazione delle scarse e quindi preziose risorse idriche.

La Piazza si chiama Piazza Marconi ma i vecchi Castelnovini la chiamano "Prato", è il Prato infatti lo spazio esterno al Castello luogo di svolgimento di fiere e mercati e quindi di incontro tra la società artigiana che viveva all'interno del borgo e la società contadina che viveva nella campagna circostante.

E' proprio dal Castello comincio con un brevissimo cenno storico.

 

Questo territorio deve il suo nome a Berardo, potente signore della dinastia franca che ha origine con Guinigi, conte in Siena dall'867 all'881.

Berardo, vissuto nella seconda metà del X secolo, amministrava il vasto territorio  che confina con l'Arbia e l'Ombrone, le Crete Senesi e il Chianti mentre i suoi discendenti, conclusasi l'epoca carolingia, danno origine a una fitta rete di castelli: Monteaperti, Orgiale, Valcortese, Monastero, Ripalta, Montalto e molti altri.

E' in questi anni che il Castello svolge quindi la sua funzione di difesa sul feudo circostante coinvolgendo il contado che in caso di bisogno accorre alle armi e riceve in cambio la difesa della propria famiglia all'interno del Castello.

Dal XII secolo cresce la potenza politica di Siena e i fortilizi che sorgono in terra berardenga assumono sempre di più il ruolo di roccaforti militari finalizzati alla difesa della città.

Siena intraprende quindi un'opera di consolidamento difensivo di queste fortificazioni; un'opera irrinunciabile nella strategia di difesa durante gli interminabili conflitti con Arezzo e Firenze.

Questa opera di fortificazione della regione si accentua dopo la crisi demografica della prima metà del trecento determinata dal passaggio della peste nera e dal riaccendersi del conflitto con Firenze che vede nel calo della popolazione e nelle conseguenti carestie un'occasione per chiudere definitivamente la partita con l'acerrima nemica; da qui la necessità di una linea di difesa a protezione della città verso nord.

La Repubblica di Siena creò quindi un Vicariato entro il quale, nel 1366, il Consiglio Generale deliberò la costruzione di un nuovo castello; nasce così il Castello Nuovo della Berardenga, un insediamento destinato per i tre secoli successivi a divenire un caposaldo ai confini nord orientali della Repubblica, oltre al principale centro abitato della zona.

E' in questi anni che il lo spazio esterno al Castello, ovvero il Prato, diviene il centro sociale e culturale del paese e di tutto il territorio, in esso, attraverso il commercio, si incontrano e si fondono le varie funzioni della società tardo medievale del tempo; la società contadina con i suoi prodotti, soprattutto vino e olio, incontra quindi la società artigiana del borgo che si specializza soprattutto nella lavorazione del ferro e produce attrezzi indispensabili nella lavorazione della terra, la presenza costante dei militari garantisce ordine e sicurezza. 

Dopo la fine della repubblica senese nel 1555, e venuta meno l'importanza militare del Castello inizia la decadenza della struttura difensiva ma non venne meno la funzione del Prato che continuò la sua funzione di luogo di incontro, di socializzazione e di scambio culturale.

La Piazza Marconi, utilizzata per lo più come parcheggio, ha vissuto invece negli ultimi decenni un lento ma progressivo degrado tranne i momenti di incontro del giovedì mattina, giorno di svolgimento del mercato settimanale, e delle varie manifestazioni ed eventi che vengono effettuati durante la stagione estiva.

 

 

 

 

A partire dall'inizio degli anni '80 le varie amministrazioni che si sono succedute hanno sentito l'esigenza di recuperare la piazza con vari progetti che hanno trovato concretezza solo negli ultimi anni attraverso uno studio storico-stratigrafico e architettonico approfondito eseguito dall'Università di Genova e poi un'importante scelta di indirizzo nel campo della bioarchitettura e dello sviluppo sostenibile.

 

Il progetto individuato soddisfa così le esigenze di recupero architettonico nell'ottica di una rivitalizzazione commerciale, indispensabile per preservare la funzione per cui la Piazza è nata, il tutto attraverso uno studio che renda lo spazio autosufficiente dal punto di vista energetico.

 

 

La soluzione individuata è stata infatti finalizzata al recupero delle risorse energetiche che l'ampia superficie della piazza (oltre 2.000 metri quadrati) consente di utilizzare; l'energia elettrica prevista per l'illuminazione della piazza viene erogata infatti da un impianto fotovoltaico che consentirà durante il periodo di massima insolazione di immettere energia nella rete elettrica e quindi di utilizzarla per illuminare anche altre vie e piazze del Capoluogo.

 

Un'altra soluzione biocompatibile riguarda il recupero delle acque piovane che vengono trattate ed utilizzate per alimentare l'esistente fontana, che è stata recuperata e restaurata, e un'altra fontana, il cui getto utilizzerà una parte dell'energia fotovoltaica creando l'effetto di un maggiore getto di acqua proprio in concomitanza con i momenti di massima insolazione.

 

Molteplici sono inoltre gli elementi che contribuiscono alla rivitalizzazione della piazza in funzione del commercio e dell'artigianato; sono stati infatti creati sotto la pavimentazione dei moduli standard dove sono possibili allacciamenti di utenza come acqua, gas, energia elettrica, rete fognaria in modo da poter prevedere l'installazione di stand mobili anche per periodi lunghi e per il trattamento di prodotti alimentari tipici provenienti dalla filiera enogastronomica.

 

 

Sono stati inoltre previsti spazi dove poter svolgere recital, concerti e altri eventi culturali; anche tali spazi sono stati dotati delle attrezzature e degli allacciamenti necessari; alcuni punti della piazza consentiranno addirittura il montaggio di tensostrutture.

 

 

 

Ma il progetto non è solo biocompatibilità e rivitalizzazione commerciale e culturale ma anche recupero del patrimonio storico ed artistico; sono state recuperate infatti le due antiche cisterne di raccolta dell'acqua, una è stata utilizzata per alimentare le fontane e l'altra invece è stata resa  accessibile al pubblico e quindi visitabile, si tratta di un ampio volume della superficie di circa 60 mq e dell'altezza di 8 m. circa completamente rivestita in mattoni con colonne portanti anch'esse in mattoni e volte a crociera; l'apertura della struttura, avvenuta in occasione della inaugurazione il sette maggio scorso ha destato grandissimo stupore e meraviglia tra i visitatori.

Verrà inoltre realizzato prossimamente l'atteso collegamento con l'adiacente parco storico di Villa Chigi che rappresenta una parte fondamentale del centro storico del Capoluogo.

 

La pavimentazione della piazza è stata realizzata in coccio pesto, che meglio ricorda l'antica pavimentazione imbrecciata, raccordata da una rete di filaretti in travertino che uniscono i vari riquadri  e li convergono verso la scalinata diretta verso il Castello che è il nucleo storico del Capoluogo e di tutto il territorio di Castelnuovo Berardenga.

 

 

Il disegno generale della pavimentazione della piazza che indica i vari periodi di insolazione durante l'arco dell'anno è anch'esso particolarmente interessante:  il sole rappresenta infatti nella bioarchitettura e in tutta la tematica dell'energia rinnovabile il punto centrale di ogni sviluppo progettuale.

 

L'illuminazione con led a terra di colore azzurro del vecchio tracciato viario e del tracciato pedonale, che da questo si distacca diretto verso la scalinata del castello, rende un effetto particolarmente suggestivo.

Da citare infine l'attenzione del Comune nei confronti del protocollo di Kyoto [1] sulla limitazione dell'emissione dei gas serra provenienti dai combustibili fossili, in particolare carbone e petrolio."

Caratelli conclude con l'invito

 

"... a visitare la nostra splendida terra, chi giunge a Castelnuovo da Siena, da Arezzo o da Firenze proverà infatti la suggestione di un paesaggio meraviglioso fatto di alti e ombrosi colli dove convivono da secoli, in perfetta armonia, boschi, vigneti, oliveti e la mano laboriosa dell'uomo, che ha coltivato e costruito pietra su pietra, zolla su zolla, una simbiosi perfetta con il proprio ambiente.

Questo è il Chianti, territorio unico al mondo, dove la cultura del buon cibo, del buon bere e del buon vivere si lega a un passato che ha lasciato tracce indelebili: borghi, pievi, fattorie, case coloniche meravigliose e imponenti castelli, retaggio di tempi meno tranquilli quando gli eserciti di Siena e Firenze si fronteggiavano in questa antica terra di confine che nel tempo ha saputo salvaguardare la propria immagine, la propria identità culturale, la propria ricchezza".

 

 

Panoramica sui territori della Berardenga visti da San Gusmè, nei dintorni di Castelnuovo 

 

 

[1] PROTOCOLLO DI KYOTO. Da tempo il Comune è impegnato in una vasta campagna di sensibilizzazione su questi tematiche che hanno trovato concretezza negli interventi di metanizzazione delle numerose frazioni e nuclei per un minore inquinamento ed una migliore qualità della vita ma anche per non coglierci impreparati quando fra pochi anni il petrolio raggiungerà il picco dei consumi e diventerà quindi un combustibile carissimo e sempre più raro.

Ma l'attenzione più grande è diretta verso le fonti di energia rinnovabile; nel Capoluogo è in corso infatti la costruzione di circa 50 abitazioni con strategie bioclimatiche e nella vicina frazione di Pianella  un intero plesso scolastico con annessa piscina la cui acqua verrà scaldata con pannelli solari e l'energia elettrica alimentata con pannelli fotovoltaici.

Stiamo inoltre progettando un impianto di cogenerazione in grado di trasformare il calore disperso durante la fase di combustione del gas metano per il riscaldamento per alcune grosse  strutture pubbliche limitrofe, la costruenda casa di riposo, il polo scolastico (scuola media, elementare e materna) e la palestra comunale.

Per quanto riguarda la Piazza Marconi, la recente menzione ricevuta dalla rete delle città Slow, a Genova vede riconosciuto lo sforzo e l'impegno del Comune che primo in Italia ha previsto di recuperare uno spazio pubblico esterno attraverso la bioarchitettura e di tecniche finalizzate al risparmio energetico ed al recupero delle fonti rinnovabili di energia".

(D. CARATELLI)

 

 

 

 

PER SAPERNE DI PIU': www.comune.castelnuovo-berardenga.si.it

 

- sulle visite guidate nel territorio comunale: www.domenicainchianti.it

- sulla ricca ed interessante programmazione del Teatro Alfieri:

www.comune.castelnuovo-berardenga.si.it/Citta/Teatro_Vittorio_Alfieri/index.php

 

DA VISITARE: il parco di Villa Chigi, la Prepositura, i muri dipinti delle case del borgo

DINTORNI: San Gusmè, i castelli di Montalto, Brolio e Meleto

DI INTERESSE NATURALISTICO:

- "Il quercione di Geggiano"  « "Premio Touring" ed. 2007 agli alberi monumentali

 

 

 
 
Iniziativa finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
 
 
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