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   Borghi  Metropolitani
 

 

 

 

TESORI ARTISTICI, MONUMENTALI, PAESAGGISTICI SULL'ASSE FIRENZE-PRATO-PISTOIA

    

Viver bene  o soggiornare in borghi medievali, a pochi chilometri dalle grandi città.

A:

 

CALENZANO ALTO   (foto sopra)  a 15 km. dal centro di Firenze e a 5 dal centro di Prato

 

CARMIGNANO  a 12 km. dal centro di Prato e a 18 da Empoli

 

e   -  p r o s s i m a m e n t e   o n   l i n e   -  a :

 

 SERRAVALLE PISTOIESE   a 10 km. dal centro di Pistoia e a 8 da Montecatini Terme

 


L’area metropolitana compresa fra Firenze e Pistoia è la più densamente popolata della Toscana e conta poco meno di un milione di abitanti. Si estende da est ad ovest per una quarantina di chilometri nella vasta pianura solcata dall'Arno e la compongono le città capoluogo di Firenze, Prato e Pistoia, le città della Piana (Calenzano, Campi Bisenzio, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa) ed una serie di borghi collinari, carichi di storia, che ne fanno da contorno.

Fra tutte questi, la cittadina più nota e più antica è Fiesole, ormai divenuta un tutt'uno con Firenze (pur rimanendo amministrativamente indipendente) e di cui costituisce una sorta di quartiere elegante e collinare. In questa rubrica focalizzeremo l'attenzione su alcuni fra i meno noti di questi borghi, le cui origini risalgono in taluni casi fino agli etruschi e che hanno avuto nel Medioevo o nel Rinascimento i punti più fulgidi della loro storia. Il nostro interesse per loro, come Touring, non deriva tanto dalla pur notevole pregevolezza dei loro patrimoni artistici e monumentali quanto dal fatto che sono luoghi con una elevata qualità della vita, un senso della civitas che ancora oggi caratterizza questi luoghi. E tutto ciò a pochi minuti di macchina (traffico permettendo...) dalle grandi città: una valida alternativa di vita, ed anche un modo interessante per i turisti di soggiornare in Toscana.

Un modo "tipicamente Touring" di vedere Firenze, e le città che la coronano, con un'ottica diversa e - forse - più a misura d'uomo.

 

Dalla Guida Verde TCI: "Prato e provincia" - © 2004 Touring Editore srl - Milano


 

La Piana fiorentina, con il centro storico di Firenze sullo sfondo, come si presenta oggi dalla terrazza panoramica di Calenzano alto. Pur tenendo conto del tipico "effetto-schiacciamento" prodotto dal teleobiettivo, risulta evidente la completa saturazione del territorio dovuta all'inurbamento del dopoguerra e agli insediamenti industriali e commerciali, negli ultimi anni. In primo piano Sesto Fiorentino e il quartiere di Rifredi, all'estrema destra si intravede l'imponente mole del nuovo e discusso Palazzo di Giustizia, nel quartiere di Novoli, che ha inciso sul profilo della città ed oscura la classica visuale su Palazzo Pitti.

Vista speculare: la collina di Calenzano Alto come appare dal piazzale della basilica di S.Miniato, al Monte alle Croci; è visibile al centro della foto, fra la Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio e... Gotham City (come, ironicamente, i  fiorentini hanno prontamente provveduto a ribattezzare il Palazzo di Giustizia, ritenendolo architettonicamente più consono alla inquietante città di Batman)

(Fotografie: GM, dicembre 2008)  


 

 

 

 

Il borgo medievale di CALENZANO

 

 

 

A cura di Gianni Mecocci, Console regionale;

in collaborazione con Emiliana Petrolini dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Calenzano.

 

 

Immagini:

- archivio fotografico © del Comune di Calenzano [C]

- Gianni Mecocci [M]

 

 

 

 

NOTA REDAZIONALE  Fino agli anni ’70 chi dall’area fiorentina si dirigeva in auto verso Prato aveva ben presente l’immagine di Calenzano alta e del suo bel castello medievale. Poi, man mano, la Piana si è sempre più urbanizzata, con nuovi insediamenti residenziali, nuovi complessi industriali e del terziario, cinema multisala e centri commerciali. E così, progressivamente, la collina con il borgo medievale di Calenzano è scomparsa dalla vista… e dalla memoria dei fiorentini; tanto che, oggi, al Museo di quel bellissimo borgo antico giustamente si rammaricano di annoverare poche presenze di gente di Firenze fra i visitatori.

Ma Calenzano ed il suo territorio sono ben meritevoli di attenzione e di visita, per questo inauguriamo questa nuova rubrica proponendoli all’attenzione dei residenti nell’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia e dei turisti italiani e stranieri desiderosi di scoprire luoghi e monumenti nei borghi storici che fanno da contorno alle città d’arte.

 

 

Il borgo medievale di Calenzano Alto è raggiungibile a piedi in pochi minuti dal centro della Calenzano moderna. L’antico borgo, tuttora integro, presenta ancora l’aspetto tipico del villaggio fortificato con cinta murarie, torri di avvistamento e segnalazione, le case-torre e, al centro, il cassero, dove oggi troviamo la chiesa di San Niccolò. L’ottimo stato di conservazione del borgo crea, fra l’altro, la giusta atmosfera per rievocazioni storiche, in cotta e spada, e carnevali in costume, medievali e non.

 

  

La Portaccia da dentro le mura di Calenzano Alto [C]      [M] Il nucleo più antico del borgo visto dall'Altana

 

Suggestivi scorci notturni del borgo: l'Altana del Castello e una viuzza del borgo (M)

 

 

 

Il Castello di Calenzano è anche la sede del Museo del Figurino Storico [C], unico in Europa e punto di riferimento per gli appassionati di modellismo e di soldatini. Il museo ha ingresso libero e il personale, preparato e disponibile, non solo vi descriverà il contenuto delle teche e vi svelerà qualche curiosità, ma vi accompagnerà sull’Altana di una delle torri e lì, tra un merlo e l’altro, vi impartirà un pizzico di storia facendovi notare altre edificazioni storiche visibili nel panorama.

 

 

Nel territorio di Calenzano ci sono altri castelli: Sommaia, Travalle e Legri, di proprietà privata, come le Ville-fattoria risalenti al periodo mediceo. Queste ultime, nate alla fine del 1400, vedevano sorgere attorno alla villa padronale altri edifici e magazzini destinati ad uso agricolo. Questo nucleo di edifici, che spesso comprendeva anche il mulino e il frantoio, era collegato, attraverso sentieri di bosco e di campagna, alle solide case dei contadini che  lavoravano la terra del padrone. Castelli e Ville-fattoria [foto sotto a destra], in alcune occasioni, sono aperti alle visite guidate organizzate dall’ A.T.C., l’Associazione turistica di Calenzano.

 

 [M]

 

 

Ma oltre alla storia Calenzano permette di rinfrancare anche spirito offrendo la visita di tre Pievi erette dall’inizio del Medioevo: Santa Maria a Carraia, San Severo a Legri e San Donato [foto sopra a sinistra] - quest’ultima ricordata soprattutto per essere stata la prima sede parrocchiale di don Lorenzo Milani.

 

 

Non mancano poi gli itinerari naturalistici : a piedi, in bici o a cavallo. I Monti della Calvana,  ricchi di grotte visitabili da provetti speologi, e il Monte Morello hanno percorsi studiati e segnalati dal C.A.I.

Anche le valli sono incise da sentieri tranquilli: Calenzano fa parte dei percorsi trekking dell’ Anello del Rinascimento che coinvolge i territori situati intorno a Firenze.

 

 

Facili e suggestivi itinerari campestri fra le belle ville-fattorie di Travalle, al fondovalle dei monti della Calvana lungo il Parco Fluviale della Marina, a soli 5 chilometri dal centro di Prato    [M]

 

 

Ed a chi voglia solo leggere un libro in pace o far giocare i bimbi non mancano i Parchi naturali (il Neto, della Marina, delle Carpugnane) e i parchi urbani.

Calenzano è sede inoltre di ottime strutture ricettive, ristoranti tipici e anche di un’area attrezzata per  accogliere i camperisti.

 

In sostanza, Calenzano può rappresentare una valida alternativa alla permanenza a Firenze, alla quale è comunque ben collegata con bus delle linee urbane (ATAF, linee 2 e 18) e treni metropolitani.

 

 

Per informazioni più dettagliate si consiglia di contattare l’URP del Comune di Calenzano (tel. 055.8833265).

 

 

 

 

  Per una ricognizione sul web si consigliano i seguenti siti:

www.comune.calenzano.fi.it

www.atccalenzano.it

www.museofigurinostorico.it

www.caiprato.it

www.speleocalenzano.bravehost.com

 

E' interessante consultare anche il sito www.design.unifi.it - Calenzano, città dell'olio, è infatti sede del corso di laurea in design industriale dell'Università di Firenze e all'avanguardia nel design e nella progettazione di contenitori per l'olio di oliva.

 

FESTE -  L'ultima domenica di Carnevale: il Carnevale Medievale, una rievocazione in costume lungo le strade e i vicoli del Castello -  Settembre: Il Drappalio è la festa storica di Calenzano: in palio un drappo dipinto ogni anno da un valente artista, assegnato al termine di gare rielaborate in una attenta ricostruzione storica ed iconografica. (vd. nella rubrica 'Di Festa in Festa')

 

SAGRE -  Novembre: L’olio extra vergine d’oliva è il prodotto tipico di Calenzano e il protagonista della annuale manifestazione, la quale oltre a prevedere degustazione e acquisto di olio extravergine di oliva presso gli stand delle fattorie e dei produttori di "Identità Immutate ®" propone anche percorsi culturali ed eno-gastronomici attorno all’olio, visite guidate alle ville-fattorie e mostre a tema.

 

 

Materiale documentativo 2009 disponibile presso il Comune e l'Associazione Turistica Calenzano

 

   


 

 A P P R O F O N D I M E N T I

 

Testi dal sito web del Comune di Calenzano, che si ringrazia della collaborazione

 

 

IL MUSEO COMUNALE DEL FIGURINO STORICO:  Nasce nel 1981 e dalla metà degli Anni ’90 propone un percorso museale che ha caratteristiche prettamente didattiche: i pezzi esposti nascono infatti dall’incontro tra una ricerca condotta su fonti iconografiche, documentarie e narrative e l’esperienza artistica di artigiani e operatori del settore. In questo modo, attraverso il modellismo, i mezzi audiovisivi, l’archeologia sperimentale e ricostruttiva in scala si vuole diffondere la cultura storica, valorizzare la storia del territorio e coniugare gli aspetti più propriamente ludici con una corretta comunicazione scientifica. Entrando al Museo, il visitatore viene così introdotto nel mondo del modellismo attraverso un viaggio che ricostruisce la storia dei soldatini, ne illustra le diverse tipologie, presenta le diverse fasi della produzione, mostra le potenzialità dell’universo modellismo. Il percorso continua con un’ampia sezione didattica in cui il visitatore incontra gli Etruschi e la civiltà di Roma, passa poi dall’Antichità al Medioevo dei castelli e dei Comuni, fino alla caduta della Repubblica Fiorentina. Dopo un rapido sguardo al rapporto tra guerra e società nell’Europa tra seicento e settecento, il percorso prosegue attraverso l’Età Napoleonica ed il Risorgimento fino alla Grande Guerra. Chiude questa ampia sezione didattica una sala dedicata agli uomini, ai mezzi ed agli eventi della Seconda Guerra Mondiale, con particolare riferimento alla Linea Gotica ed alla Resistenza. Dall’estate 2004 il Museo ha trovato sede nel Castello di Calenzano ed ha arricchito la propria proposta scientifica dando vita ad una unità didattica e ad un centro di documentazione, cui si sono affiancate le attività di un gruppo di animazione storica, che collabora con le principali associazioni fiorentine del settore. 

 

Esercito Comunale Fiorentino, 1250 ca.  [M] Il Marchese Ugo di Toscana con le insegne imperiali

 

TRAVALLE:  Si trova ai piedi della Calvana in una zona dove Etruschi e soprattutto Romani hanno lasciato numerose testimonianze. Nel medioevo l’area è controllata dalla nobile famiglia dei Lamberti, di parte ghibellina, ma passa ben presto sotto il controllo del Comune di Firenze e delle grandi famiglie di mercanti che qui hanno poderi e case da signore.

La ricchezza del territorio per l’agricoltura e per l’allevamento è tale che anche durante il periodo mediceo Travalle è proprietà di grandi famiglie come Strozzi e Rucellai.  Il centro abitato si sviluppa così intorno alla grande villa-fattoria, un vasto e complesso edificio costruito ad uso dei padroni e degli amministratori, fiancheggiato da ampi magazzini, da un mulino, da giardini e da un denso bosco. Da esso si diramano viottole quasi rettilinee che raggiungono altrettante grosse case di contadini che, nella loro solida struttura, rivelano ancora mura medievali ed occupano alture e collinette che fanno corona alla villa.  [M]

 

LEGRI:  Il centro abitato di Legri si raccoglie intorno all’antica pieve romanica di San Severo, la cui esistenza è documentata fin dal X secolo. Qui si incontravano le antiche strade che, scendendo dal crinale della montagna o costeggiando il fiume Marina, portavano in Mugello, ricollegandosi con le grandi arterie delle vie commerciali e di pellegrinaggio medievali. Controllava questa viabilità il castello di Legri costruito nel XII secolo dalla potente famiglia feudale dei conti Guidi di Modigliana. Cambiata la viabilità nel corso del XIII secolo, il castello perse progressivamente la sua funzione militare per trasformarsi in una grande fattoria. Oggi delle antiche strutture militari non rimane molto, a parte la porta castellana e l’edificio che ospita l’oratorio di San Pietro. La vocazione agricola del territorio è ancora oggi ricordata il 17 gennaio, festa di sant’Antonio Abate protettore degli animali.  [M]

 

IL PARCO DEL NETO: Tra le zone di pianura di particolare interesse ambientale troviamo il Parco del Neto. Situato nella frazione di Settimello al confine con il comune di Sesto Fiorentino, rappresenta oggi, grazie anche ai consistenti interventi di recupero effettuati negli ultimi anni, un parco urbano frequentato da numerosi visitatori che vi trovano un’oasi di tranquillità e di frescura nelle calde giornate estive. Con una estensione di circa 7 ettari ha mantenuto intatte quelle caratteristiche, una volta generali per tutta la piana, di area umida, relitto di un più grande sistema lacustre con una maglia di vialetti delimitati da filari di tigli e di platani. Personaggi eccellenti e aristocratici blasonati si sono succeduti nella proprietà del Neto, prima che l’Amministrazione Comunale di Calenzano lo acquistasse. Nel parco sono presenti numerose specie arboree, ma, la presenza vegetale più spettacolare e caratteristica è senza dubbio il Taxodium (o ‘cipresso di palude’), specie che supera i 50 metri di altezza e dalla incredibile longevità: spesso supera infatti i mille anni. 

    

Il parco è un tipico esempio di giardino romantico di una villa patrizia. Fu impiantato nel 1852 dal Marchese di Boissy su un’area umida, ultima rimanenza della grande zona lacustre della Piana di Sesto, per secoli valvola di sfogo alle piene dell’Arno.   [M]


 

17 gennaio 2009: incontro dei consoli TCI della Toscana con l'Amministrazione Comunale di Calenzano   [Foto: Mino Consumi]

 

 

 

Il Sindaco Giuseppe Carovani (a sinistra) dibatte con il console regionale Gianni Mecocci su problematiche e prospettive del territorio di Calenzano e delle Città della Piana

 

 

Illustra i programmi d'accoglienza messi a punto dall'ATC per il 2009 il Presidente dell'Associazione Turistica Calenzano,  Saverio Carmagnini al centro fra: Michela Paoletti (Prato), Massimo Conti Donzelli (Firenze), Gianni Mecocci, Gianluca Chelucci (Pistoia, viceconsole regionale) 

 

 

 

 

   

 

Claudia Guasti e Serena Borchi, da sinistra, conducono per conto dell'ATC la visita guidata pomeridiana fra le vie del borgo storico e, successivamente, sulla torre del castello     [M]

 


 

 

 C  A  R  M  I  G N  A  N  O

    A cura di Gianni Mecocci.

le colline del dolce vivere

Quando nel 1992 fu istituita la Provincia di Prato alcuni Comuni furono chiamati a  scegliere se aderire alla nuova entità amministrativa o rimanere con Firenze. Fra questi vi erano Calenzano e Carmignano. Il primo, situato alle porte di Prato, decise di rimanere con Firenze in virtù degli stretti legami gestionali e produttivi con il capoluogo. Carmignano invece, pur essendo storicamente territorio fiorentino, optò per il cambiamento, forte della convinzione – come ebbe a dirci il Sindaco Doriano Cirri in occasione di una riunione con i consoli Touring, nel novembre 2008 – che il territorio carmignanese sarebbe diventato turisticamente il “fiore all’occhiello” della nuova provincia. 

 

 

Novembre 2008: il Sindaco Cirri - al centro fra il Console regionale Mecocci ed il Console di Prato Benassai - porge il benvenuto dell'Amministrazione comunale ai consoli Touring

 

 

La scelta effettuata da Carmignano in effetti si è dimostrata felice: supportata efficacemente dalla nuova Provincia e, soprattutto, basata su dati di fatto concreti.

 

Il suo territorio infatti vanta una serie di ECCELLENZE dotate di un notevole potenziale di attrazione turistica, non ancora pienamente sfruttato (il che, da un lato, la rende ancora più attraente…):

  • i siti etruschi di Montefortini e Prato Rosello
  • una rete diffusa di pievi e chiese, ricche di opere di rilievo (Pontormo)
  • le attrattive naturali del territorio del Montalbano
  • peculiarità enogastronomiche di rilievo (vino, olio, fichi, amaretti)
  • una rete diffusa di agriturismi e B&B
  • insieme a Poggio a Caiano, il sistema delle grandi dimore medicee
  • insieme a Montelupo Fiorentino, le produzioni della ceramica.

Ecco dunque perchè anche Carmignano entra a buon diritto nell’elenco di quelle località, di quella “Italia minore” a misura d’uomo, che il Touring da anni promuove come esempio di buon vivere e come alternativa, anche turistica, all’affollamento ed allo stress dei grandi centri.

E sì - si può ben dire, facendo nostro lo slogan del Comune - che quelle di Carmignano sono davvero "colline del dolce vivere".

La centrale Piazza Vittorio Emanuele II con il Comune e il Museo della Vite e del Vino 


 

“CARMIGNANO in Val d’Ombrone pistojese. Capoluogo di piviere, di Comunità e di Potesteria nel Vicariato Regio di Prato, Diocesi di Pistoja, Compartimento di Firenze. Risiede sul fianco orientale del Monte Albano che stendesi fino all’Ombrone in un suolo famoso per i suoi vini, 13 miglia toscane a ponente di Firenze, 8 a scirocco di Pistoja, a 5 a libeccio di Prato”.

 

 

Così il Repetti fotografava Carmignano nel suo Dizionario geografico fisico storico della Toscana: Piccolo comune nel cuore della Toscana, immerso nella campagna e a due passi dalle più importanti città d'arte toscane- Firenze, Prato, Pistoia, ma anche Lucca, Pisa, Siena ed Arezzo.

 

Vale la pena visitarlo: per le sue antiche vestigia etrusche, per le ville rinascimentali, fatte costruire dalla famiglia Medici,  per le sue numerose chiese medievali, che concorrono a formare assieme ai numerosi tabernacoli sparsi per il territorio un vero e proprio reticolo del sacro. E ancora la Visitazione del Pontormo, manifesto del Manierismo,  la Rocca medievale che domina dall’alto l’abitato, scenario d’incontro tra passato e futuro grazie alle istallazioni permanenti di Bernhard Rudiger, Paolo Parisi, Liliana Moro e Paolo Fagiani. L’arte contemporanea di Moretti e Martini. Motivi almeno sufficienti per una visita sono poi, ma non secondariamente, la tipicità e l’ assoluta bontà dei prodotti del suo territorio: il vino, l'olio e i fichi secchi.

 

Già gli Etruschi vi coltivavano la vite, e il bando del granduca Cosimo III de' Medici del 1716 ne fece la prima denominazione di origine controllata. Ancora oggi da quelle stesse colline 15 produttori realizzano, fra gli altri, il Carmignano DOCG, il suo fratello “minore” Barco Reale DOC, il Rosato di Carmignano e il Vin Santo di Carmignano DOC, autentiche perle dell'enologia italiana.

 

Anche gli ulivi sono sempre stati di casa qui, e la produzione odierna vede realizzare un olio verde e particolarmente “pizzichino” che si sposa a meraviglia coi piatti della tradizione toscana, dalla semplice fettunta col pane di Prato a quelli più complessi.

 

  Testo a cura del Comune di Carmignano, che si ringrazia della collaborazione.

 


 

  APPROFONDIMENTI    

Foto di Gianni Mecocci


LA ROCCA DI CARMIGNANO è quanto oggi ci resta dell'antico castello distrutto dai Fiorentini nel 1228, essendo all'epoca uno dei capisaldi del sistema difensivo del contado pistoiese.

 

Posta sulla sommità del colle e raggiungibile con piacevole percorso pedonale fa gli olivi, ne è visitabile la Torre di Campano , restaurata all'inizio del Novecento.

 

Negli anni '90 è stata acquisita dal Comune che ne ha fatto uno spazio per mostre e manifestazioni culturali.


 

 

 

 

 

 

Il vasto panorama che si può godere dal camminamento ai piedi della rocca permette di distinguere bene, nelle giornate limpide, anche il centro storico di Firenze, a meno di 20 km. in linea d'aria verso est (orientamento della foto);

 

verso sud la collina di Artimino;

 

a nord/nord-est Prato e un'ampia vista sulla Piana (direzione foto sotto)

 

  

 

 

La Pieve di S. Michele e S. Francesco,  eretta nel 1330, riprende la tipologia francescana della navata unica con cappelle absidali; il loggiato antistante a cinque arcate è un'aggiunta settecentesca che unisce la chiesa all'antico Oratorio di S. Sebastiano.


All'interno contiene pregevoli opere, fra cui la secentesca pala della Madonna del Rosario di Cosimo Lotti; ma la più celebre è una Visitazione [Foto Wikipedia] di Jacopo Carucci - detto il Pontormo - dipinta nel 1528-30 e che costituisce una delle testimonianze più ammirevoli del primo manierismo fiorentino; il tema raffigurato è tipico dell'iconografia cristiana: la visita di Maria, in attesa di Gesù, alla cugina Elisabetta, incinta di Giovanni Battista.


 

Il Museo della Vite e del Vino è allestito in una ex-cantina e contiene centinaia di bottiglie pregiate, vecchie carte, attrezzi agricoli e vari reperti che testimoniano la fama del vino di Carmignano fin dall'antichità, fra cui il bando mediceo delle norme di produzione, una sorta di disciplinare ante litteram. Interessanti anche due curiose opere seicentesche di Bartolomeo Bimbi che rappresentano decine di vitigni dell'epoca, coltivati in zona.

La "Strada Medicea dei vini di Carmignano" è promossa dalla Pro Loco e dal Consorzio di Tutela che riunisce i produttori vinicoli del territorio, con il contributo della Provincia di Prato, del Comune di Carmignano, della Camera di Commercio e dell'APT di Prato, della Pro Loco e del Comune di Poggio a Caiano.

I vini di Carmignano sono fra i più antichi d'Italia ; infatti la prima documentazione scritta risale alla fine del XIV secolo. Oggi il Carmignano è una DOCG  e può essere ottenuto solo da uve coltivate nella zona di produzione prevista dal disciplinare, utilizzando i vitigni Sangiovese (in maggioranza), Canaiolo, Cabernet Franc e Sauvignon, Trebbiano, Canaiolo e Malvasia del Chianti.

E degno di segnalazione è anche l'olio extravergine di oliva a Denominazione di Origine Controllata "Toscano" con la menzione geografica aggiuntiva "Montalbano", riservata all'olio ottenuto dalle seguenti varietà di olivi, che devono essere presenti per il 100% negli oliveti: Frantoio, Moraiolo, Leccino, Pendolino, Rossellino, Piangente. 

 

La Festa di S. Michele , patrono di Carmignano (29 settembre) con il tipico  Palio dei Ciuchi[Foto © Comune di Carmignano].

Consiste in una corsa effettuata lungo un percorso ad anello che gira attorno all'abitato centrale. Vi partecipano 4 ciuchi che rappresentano i Rioni in cui il paese è suddiviso: Arcangelo, Angelo, Leone e Torre; i Rioni possono scegliere i fantini, ma non le cavalcature. Il programma dei festeggiamenti, oltre al Palio, prevede anche le sfilate folkloristiche realizzate da ogni rione.

La festa ha un proprio Comitato istituito per l'organizzazione delle iniziative; nel sito ufficiale: le iniziative, gli eventi, il programma e le foto delle varie edizioni  www.festadisanmichele.it    

 

I fichi secchi di Carmignano (nella foto, illustrati da  Riccardo Selmi - Assessore alle Attività produttive) sono un Presidio Slow Food.

Della varietà dottato , particolarmente dolci e pastosi, sono soggetti ad un particolare procedimento di lavorazione che si tramanda da generazioni: dalla metà di agosto vengono raccolti e spaccati a metà, quindi messi ad essiccare su stuoie di canne dopo averli esposti ai vapori di zolfo; dopo alcuni giorni vengono posti in cantina, accoppiati  a formare le "picce" con all'interno pochi semi di anice; la preparazione si conclude, all'arrivo dei primi freddi, con la comparsa della "bruma", una patina zuccherina che ne ricopre la superficie.

 


 

  DA VISITARE NEL TERRITORIO DI CARMIGNANO 

ARTIMINO e Villa La Ferdinanda. Artimino, a 8 km. da Carmignano, è l'amena località collinare ove il granduca Ferdinando I de' Medici, grande amante della caccia, fece edificare la sontuosa villa - detta anche dei Cento Camini - su progetto del Buontalenti; ultimata in soli quattro anni, fra il 1596 ed 1600, contribuì ad accrescere la fama del grande architetto. La villa andò a costituire il punto di riferimento all'interno del Barco reale: una enorme bandita recintata da alti muri per circa 50 km., adibita alle attività venatorie granducali. 

All'esterno, sulla facciata  principale la mole dei bastioni angolari vuole suggerire l'immagine di una fortezza, mentre sul prospetto posteriore gli avancorpi creano lo spazio per due originali terrazze. Lo scenografico scalone che oggi la caratterizza è stato realizzato solo nel Novecento, traendo spunto da uno schizzo del Buontalenti. L'interno è altrettanto monumentale e permette di accedere a grandi saloni, ispirati alla  caccia (salone dell'Orso, salone del Leone), all'appartamento di Cristina di Lorena e all'appartamento reale.

I locali sotterranei ospitano il MUSEO ARCHEOLOGICO comunale di Artimino, che conserva anche interessanti reperti etruschi, fra cui uno straordinario incensiere in bucchero (VII-VI sec. a.C.) con iscrizione incisa in alfabeto etrusco settentrionale, proveniente dal vicino tumulo di Boschetti.

Adiacente alla villa medicea l'elegante struttura della paggeria - adesso trasformata in accogliente resort - caratterizzata da un loggiato sovrapposto ed anch'essa progettata dal Buontalenti.

 

Un ampio viale alberato, che disvela un bel panorama collinare, collega la villa medicea al borgo di Artimino, nucleo medievale documentato già da 1026, cui si accede da una tipica porta turrita.

Nel pittoresco centro abitato, molto frequentato da Fiorentini e Pratesi nei fine settimana e nel periodo estivo, si segnala fra l'altro la presenza di un apprezzato ristorante che da anni aderisce alle cene Touring organizzate in collaborazione con la Fondazione Buon Ricordo.

 Villa La Ferdinanda vista dal borgo di Artimino         > >

sotto: vedute del borgo   

 

     

 

 

A poco più di 200 metri fuori dal borgo, si segnala la pregevole Pieve di S. Leonardo, di struttura romanica e realizzata  in arenaria appena sbozzata, la cui edificazione la tradizione fa risalire alla volontà della  contessa Matilde di Canossa.           

 

 

 

 

SEANO: il Parco Museo "Quinto Martini".

 

Da Carmignano, ridiscendo per 5 km. in direzione di Pistoia, si raggiunge il fondovalle dove, in un ampio spazio verde, è stato aperto nel 1988 il Parco Museo dedicato al noto scultore originario del luogo.

Le 36 opere, ambientate fra aiuole tenute a prato, sono in bronzo e costituiscono una sorta di antologia della vasta produzione dell'artista; riproducono infatti sue sculture già in precedenza realizzate in gesso o terracotta.

 

   

 

   PRESENZE ETRUSCHE A CARMIGNANO

Gli insediamenti etruschi fioriti fra le colline del Montalbano fra il VII ed il I sec. a.C. sono documentati dall'abbondanza di ritrovamenti archeologici, principalmente nella zona di Comeana. La ricchezza dello stanziamento è da attribuirsi alla felice posizione strategica che permetteva il controllo dei traffici commerciali, via fiume e via terra, nella Piana fiorentina e lungo la valle dell'Arno. La maggior parte dei reperti archeologici è oggi conservata nel Museo archeologico di Artimino (sopra descritto).

"La necropoli etrusca di Prato Rosello fu identificata come tale alla fine degli anni Sessanta, a seguito di sistematiche ricognizioni topografiche [...] Le ricerche hanno avuto spesso esiti particolarmente felici, quali il recupero dell'incensiere di bucchero all'interno del tumulo C e la scoperta di tombe monumentali (tumuli A, B, C, X, Z), assai significative dal punto di vista architettonico [...]  Il tumulo B è costituito da una consistente montagnola di terra e circoscritto da un tamburo circolare a basse lastre di aranaria [...]  Nel cassone è stato recuperato il corredo funebre intatto; fra i reperti si segnala un grande dolio che ha restituito - oltre alle ceneri - fibule, piccoli oggetti d'oro, gancetti d'argento, pasta vitrea, in sintesi tutti gli ornamenti che il defunto ha mantenuto durante il rito crematorio. All'esterno del dolio erano collocate le armi - il pettorale di bronzo, la spada, la punta di lancia - che lo connotano come guerriero..."

TESTI ESTRATTI DAGLI OPUSCOLI DISPONIBILI PRESSO IL COMUNE E LA PRO LOCO DI CARMIGNANO

"Questo sepolcro monumentale è una collinetta artificiale alta attualmente circa 12 metri, all'interno della quale sono collocate due tombe a camera: la più antica - indagata nel corso degli anni Ottanta - è a pianta circolare (tholos); l'altra, riportata alla luce nel 1966, è a pianta rettangolare  [...]  Il ricchissimo corredo funebre (640 - 630 a.C.), sottoposto ad un laborioso intervento di restauro, comprende, fra l'altro, una splendida coppa di vetro turchese e una serie straordinaria di oggetti d'avorio scolpiti ad alto e basso rilievo e a tutto tondo, altri incisi e lavorati a traforo [...] Pochi decenni dopo la sua costruzione, parte della copertura della tholos crollò e la stessa famiglia decise di costruire un'altra tomba nella stessa area, ampliando il tumulo (il diametro oggi è di oltre 70 metri) e celando la "terrazza - altare" ed il tamburo. L'accesso a questo sepolcro è costituito da un monumentale corridoio (dromos) a cielo aperto lungo più di 13 metri..." 

ALTRI FRA I NUMEROSI DEPLIANT A DISPOSIZIONE DEI VISITATORI

                

          

Per ulteriori informazioni ed immagini di Carmignano, Artimino e Seano:  vd. anche in: 'Itinerari Touring' >  'Dintorni di Firenze'  ove sono descritti vari percorsi turistici nelle zone collinari che circondano la città,  fra cui il percorso delle ville medicee di Poggio a Caiano e Carmignano, il quale conduce anche al nuovo Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino ed alla cittadina "Bandiera arancione" di Vinci  [VAI...]

La "Strada Medicea dei vini di Carmignano" è presente anche fra gli 'Itinerari tematici' nelle pagine dedicate ai 'Percorsi di..vini'  '[VAI...]

Riferimenti utili: www.comune.carmignano.po.it

Pro Loco: tel. 055 8712468 – fax 055 8711455  www.carmignanodivino.prato.it


    PANORAMICHE SULLA PIANA DALLE COLLINE DEL MONTALBANO

Campi Bisenzio e FIRENZE, sullo sfondo, dalla rocca di Carmignano

 

Poggio a Caiano con la villa medicea e PRATO, sulla sfondo, dalla villa medicea di Artimino

 

PISTOIA e le innevate montagne pistoiesi, sullo sfondo, dalla rocca di Carmignano


 
 
 
 
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